Il Prof. Tarro immunologo virologo che ha fermato l’Ebola a Napoli sul vaccino afferma “Io sono anziano, lo farò. Ma rischio gli effetti sconosciuti. Lo sconsiglio in età fertile”

Attualmente in Italia ci sono diversi vaccini in circolazione, ma probabilmente è stato scelto quello che presenta più rischi. Per la Covid-19 prima di inneggiare al vaccino, sarebbe il caso di valutare attentamente il rapporto tra rischi e benefici, considerando che come ha dichiarato il capo del Dipartimento medico di Moderna, il dott. Tal Zaks, una persona vaccinata continuerebbe ad infettare gli altri. Le aziende come Pfizer e Moderna, sottolinea, garantirebbero un’immunità per due anni; questo significa che non si eviterebbero nemmeno i lockdown che dovrebbero essere somministrati continuamente a tutta la popolazione.

Ad aumentare la preoccupazione, i nuovi vaccini a Rna messaggero hanno avuto poco tempo per la sperimentazione e nel bugiardino possiamo leggere soltanto alcuni degli aspetti secondari che potrebbero manifestarsi prima o poi.

Effetti collaterali come febbre, cefalea, dolori articolari e altro – reazioni allergiche – nuove infezioni, per esempio l’influenza, oppure peggioramento della sintomatologia – malattie autoimmuni.

Il prof. Giulio Tarro, medico virologo immunologo italiano, con la sua larga esperienza internazionale, autore dei libri  “Dieci cose da sapere sui vaccini” e “Covid. Il virus della paura” delegato a rappresentare la famiglia Sabin, afferma “Farò il vaccino, ma sono anziano. Lo sconsiglio in età fertile. Sul lungo periodo possibili malattie autoimmuni ed effetti sconosciuti”.

Prof. Tarro, ci sono diversi vaccini in circolazione. Ci può spiegare le differenze più importanti?

“Preciso e riteniamo in generale che i vaccini sono un’importante conquista della medicina e persino, quando è inevitabile, si debbono affrontare i rischi connessi ad una vaccinazione di massa o obbligatoria per alcune categorie. Però una cosa sono state le epidemie di Poliomelite (debellate dal vaccino di Albert Sabin) altra cosa è il Morbillo, la cui minaccia è stata enfatizzata per spianare la strada, nel 2017 all’imposizione a tutti i bambini italiani di ben 10 vaccini, molti dei quali inutili.”

Il vaccino cinese come funziona?

“I cinesi si sono dedicati alla produzione di un vaccino con il metodo di prevenzione classica che permette alla popolazione di ottenere l’immunizzazione mediante il contatto costante con il virus. Ottenuto da un vaccino inattivato classico come quello della polio di Salk (SINIVAC di Wuhan) oppure con un vettore virale di adenovirus, come recentemente fatto per l’Ebola, sfruttando il vaccino chimerico attenuato (vedi antipolio di Sabin) per la produzione di corpi specifici per le “spikes” del coronavirus”.

Chi ha usufruito subito del vaccino cinese?

“I primi ad usufruire del vaccino cinese sono stati i soldati dell’armata rossa. Ovviamente essendo prodotto con la consueta metodologia ha ricevuto un buon responso, mentre per la durata nel tempo ovviamente bisogna aspettare i controlli cronologici”.

Cosa sappiamo del vaccino russo

“Il vaccino russo utilizza un adenovirus come vettore del gene contenente le iscrizioni per produrre le proteina che il coronavirus sfrutta per legarsi alle cellule, che utilizzerà poi come fotocopiatrice per creare nuove copie di se stesso. Il nostro sistema immune impara a riconoscere la proteina del virus “ibrido” e meno aggressivo, conservando la memoria dell’agente incontrato. Questi vaccini possono essere considerati tradizionali”.

Come funziona il vaccino Pfizer?

“Con tecnologia mai usata prima, il vaccino trae origine da un acido nucleico estraneo all’organismo che dovrebbe indurre la produzione di anticorpi direttamente contro il virus, da parte del nostro sistema immunitario. Inietta frammenti di mRNA (il cosiddetto Rna messaggero) che dovrebbero indurre la glicoproteina spike ovvero il principale antigene del Sars-CoV2, utilizzato dal virus per prendere di mira i ricettori Ace 2 delle cellule bersaglio; in questo modo le nostre cellule, leggendo questa informazione, produrranno gli antigeni. Questo secondo le speranza della Pfizer dovrebbe stimolare la produzione dei soli anticorpi specifici come le immunoglobuline G, la cui permanenza dovrebbe garantire una, non si sa quando, durevole immunità. La scoperta fondamentale di questi vaccini è basata sull’aumento della produzione delle proteine indotte da parte del messaggio, sopprimendo la reazione del sistema immunitario verso le stesse molecole dell’Rna messaggero, ma non specificano come potrebbe aumentare la sua risposta immune. Ciò spiega le reazioni intense come dolori e febbre e paresi facciale da chi fa il vaccino. Così nel caso di una successiva infezione da Coronavirus, il sistema immunitario saprà come impedire al virus di replicarsi con il rischio di causare la malattia da Civid-19”. 

Effetti collaterali sul lungo periodo, poiché trattasi di un vaccino artificiale che non ha mai avuto un uso di massa, e quindi sollecita nell’organismo un’azione di allerta continua sollecitando malattie autoimmuni?

“Alcuni ricercatori sostengono che i problemi non sono sugli effetti collaterali immediati, ma sul lungo periodo, con il vaccino artificiale iniettato si avrebbe un organismo costantemente in allerta contro il coronavirus. E questo potrebbe anche scatenare nel lungo periodo, mettiamo dieci anni, delle malattie autoimmuni”.

Non conosciamo gli effetti?

“Quello della Pfizer è stato testato su 40mila soggetti con ottimi successi, ma le controindicazioni ci possono essere. Alle donne incinte dovrebbe essere sconsigliato e ancora sconsigliare la gravidanza fino a due mesi dopo l’inoculazione. Andrebbe  adottato con molta cautela per la compromissione sulla fertilità. Per questo sarebbe stato più opportuno allargare lo spettro delle persone a cui il vaccino non è consigliato.

Dtt.ssa Lella Battiato Majorana

Dtt.ssa Lella Battiato Majorana