Fermati i lavori nel cantiere della “Dusty Immobiliare” avviato e riavviato sulla Timpa di Leucatia a Catania
Carlo Majorana Gravina

Succede a Catania, ma forse anche in altre contrade del regno. A non voler pensar male, senza chiamare in causa Kafka o Pirandello, viene fuori un pasticcio che l’epoca digitale poteva evitare con pochi click.
La timpa di Leucatia è un sito archeologico che insiste tra i comuni di Catania e Sant’Agata li Battiati, con tracce di antropizzazione risalenti almeno all’età del bronzo, vegetazione e presenze faunistiche di pregio, ricco di sorgenti d’acqua dolce.
In quest’area, Dusty Immobiliare s.r.l., si suppone un ramo della holding che opera nella raccolta dei RSU, ha presentato un progetto per la demolizione e ricostruzione di un immobile.
La ripresa delle attività di cantiere, ha allarmato l’associazione “Sicilia Antica” che il 30 marzo inviava una nota a Comune, Soprintendenza e Procura della Repubblica segnalando “la presenza di lavori per la costruzione di un edificio privato all’interno dell’area di interesse archeologico Canalicchio/Leucatia/Monte San Paolillo tutelata ai sensi del DLgs 42/2004 e dell’art. 20 del Piano Territoriale Paesistico in quanto area con livello di tutela 2/3. Dal cartello di cantiere affisso risulta che l’ufficio urbanistica del Comune di Catania ha rilasciato permesso di costruire in adiacenza alle strutture edificate negli scorsi anni (2009), i cui lavori sono stati interrotti perché avrebbero violato i vincoli archeologici e paesaggistici” sottolineando “l’area archeologica nello specifico è conosciuta nella letteratura scientifica per essere stata frequentata in età preistorica e greca; inoltre sono presenti degli edifici sepolcrali romani e delle strutture militari della seconda guerra mondiale tutelate ai senti della Legge regionale 12/2012”.
Dopo la richiesta di accesso atti del consigliere comunale M5S Graziano Bonaccorsi (12 aprile) e attività di “Catania Bene Comune” (15 aprile), Il Direttore dell’Urbanistica, Biagio Bisignani, ha quindi emanato un provvedimento di sospensione immediata dei lavori, notificato ai diretti interessati, nonché sindaco, segretario generale in quanto responsabile Anticorruzione, Procuratore della Repubblica, Soprintendenza BB. CC. AA., Genio Civile e Arta, pubblicato nell’area “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale.
Tra i presupposti, oltre ad alcune irregolarità in corso di accertamento, è detto “necessario verificare i lavori, la legittimità degli stessi, nonché la quantificazione dei lavori già eseguiti, le conformità delle dichiarazioni prodotte in D.I.A. e nella perizia giurata a supporto, in attesa del dissequestro dei documenti da parte della Procura della Repubblica”.
Non era meglio collegare a monte i computer di Soprintendenza, Ufficio Tecnico Comunale e Urbanistica? L’impresa, nell’anno e quattro mesi trascorso dalla ripresa delle attività di cantiere al provvedimento comunale, avrà effettuato lavori di un certo importo. Insomma, si è avviato un gioco al massacro tra ambiente, fede pubblica e attività di impresa.
A rigor di logica, viene in evidenza la scarsa funzionalità del mansionario delle pubbliche amministrazioni e la formazione degli impiegati che sembra conformata al pamphlet “Come ti erudisco il pupo” di Luigi Lucatelli (1877 – 1915), che in quella circostanza si firmava Oronzo E. Marginati: il socialismo italiano, sin dalle origini, avesse chiaro come sabotare lo stato borghese, ricorrendo al sarcasmo.
Nel frattempo (7 maggio) il Lions Club “Catania Est” realizza un convegno “La timpa di Leucatia: tutela, valorizzazione, fruizione”.




