“Un’Accademia: potere dell’arte come sanificazione, bellezza, nel processo di costruzione della cittadinanza” monito della presidente Scalisi all’inaugurazione della nuova sede in via Franchetti
Grande plauso per l’aula magna intitolata al fondatore Nunzio Sciavarrello, ricordato dalla figlia Patrizia
Lella Battiato Majorana

Ubi societas ibi ius, forse, memore di questa massima romana, la Prof.ssa Lina Scalisi ha voluto, per celebrare il trasferimento dal plesso di via Vanasco a via Franchetti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, inaugurando l’anno accademico con la lezione su “Arte, Cultura e Lavoro”, lectio magistralis del giudice costituzionale Silvana Sciarra e l’intestazione dell’aula magna al fondatore Nunzio Sciavarrello. Scalisi afferma “Siamo convinti del potere sanificatore dell’Arte e della Bellezza nel processo di costruzione della cittadinanza” e Sciarra risponde “Il Diritto si alimenta del suo linguaggioed è anche creazione. Anche con riguardo all’Arte e alla Cultura, la Corte costituzionale, giudice delle leggi, vigila sul rispetto dei diritti fondamentali e guarda intorno a sé la società che cambia, per interpretarne le aspirazioni. Ha come ‘bussola’ il principio di ragionevolezza e non perde mai di vista il principio di eguaglianza”.
Il Prof. Enzo Tromba, direttore dell’Accademia, ha esordito “Finalmente, dopo le restrizioni, l’istruzione in presenza riprende, da questa sede.Per diffondere attraverso l’Arte e la creatività, il contagio della Bellezza. Nel ricordo di chi, Sciavarrello, l’Accademia di Catania volle e fondò”.
Scalisi, nella prolusione, sottolinea l’autorevolezza di questa Istituzione fondata nel 1967, il cui prestigioè riconosciuto a livello nazionale, con i suoi duemila studenti, centoquaranta docenti e un’offerta formativatra le più ampie e variegate, dodici corsi di primo livello e altrettanti di secondo, suddivisi in tre dipartimenti: Arti visive, Progettazione e arti applicate, Comunicazione e didattica dell’arte.
Nel programma politico-amministrativo Scalisi segnala l’acquisizione dell’ala dell’ex ospedale Vittorio Emanuele per laboratori, maggiore digitalizzazione, nonché l’incremento dei fondiper ricerca e borse di studio, la collaborazione con le Accademie di tutto il mondo e con soggetti pubblici e privati della città e dell’Isola.
All’inaugurazione “in presenza” solo docenti e allievi rappresentati da Simone Marano “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione (Hegel)”. Il prof. Santo Di Nuovo, past president, osserva “una giornata davvero speciale per l’ABA, che unisce l’arte al lavoro, territorio per trattenere i suoi talenti”.
Grande plauso al Maestro Nunzio Sciavarrello del quale l’Aula Magna per due settimane ospiteràuna piccolamostradidipinti e incisioni, provenienti dalle collezioni private dei figli, Patrizia, Clelia e Andrea.
“Nomen omen – ha detto Giuseppe Frazzetto, docente dell’Accademia e critico d’arte, tratteggiando la figura e la statura artistica di Nunzio Sciavarrello “Nunzio o messaggero dell’arte per l’ambiente etneo della seconda metà del Novecento: grazie alla sua instancabile attività d’artista, di organizzatore di cultura, di promotore di istituzioni didattiche ed espositive”.
Nunzio Sciavarrello, grafico e pittore profondamente legato a una personale interpretazione delle sensibilità proprie della “Scuola Romana”, nel 1932 fu a Romaper proseguire gli studi iniziati presso la Scuola comunale di disegno di Bronte. A partire dal 1943 racconta i “disastri della guerra” in una serie di incisioni. Nel 1946si trasferisce a Catania. È tra i fondatori dell’Istituto statale d’arte (1950); quindi dà impulso determinante all’istituzione del Liceo Artistico (1964) e nel 1967 dell’Accademia di Belle Artidi cui per molti anni sarà direttore. Nel 1975 è premiato dalla Presidenza della Repubblica quale benemerito della Cultura. All’attività di pittore e incisore affiancò quella di scenografo e costumista. Numerose le personali e le partecipazioni alle più importanti mostre nazionali e internazionali. È presente alla 25° e 26° Biennale, e alla VI, VII, VIII e IX Quadriennale.
Commossa la rievocazione della figura di Sciavarrello da parte della figlia maggiore, Patrizia, che ha ricordato magistralmente come il padre avesse iniziato, bambino, a far da assistente a un pittore fiorentino, Fernando Cappuccio, chiamato a Bronte da alcuni nobili per affrescare i saloni dei palazzi.
“Cappuccio – ha ricordato – ripeteva sempre: ‘La Cultura è alla base di ogni iniziativa intrapresa dall’Artista’. Un viatico che ha sempre accompagnato mio padre, sia quando, tra enormi sacrifici, partì per Roma per studiare, imponendosi in quella realtà artistica, sia quando tornò, per sua scelta, a Catania, deciso a far nascere qui scuole artistiche e persino un’Accademia. Quella frase è l’eredità che mio padre vi lascia”.


