Illustrata dal questore di Trento Alberto Francini importante operazione contro esponenti anarchici in sinergia tra Digos e Procura di Trento, Dipartimento Prevenzione ministero e Polizia scientifica
Emesse tre misure cautelari nel blitz contro gli anarchici
Tre anarchici indagati per attentato per finalità terroristiche o di eversione, tentata estorsione aggravata e fabbricazione e cessione di documenti falsi, sono stati arrestati a fine febbraio dalla polizia di Stato al termine di un’attività di indagine portata avanti dalla Digos di Trento e dalla Direzione Centrale della polizia di Prevenzione, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Trento.
L’operazione, a carico del nucleo storico degli anarchici di trentini, riguarda l’esecuzione di tre misure restrittive nei confronti di tre esponenti anarchici gravitanti nelle compagini dei movimenti di Rovereto e Trento. L’ordinanza è stata emessa dall’Ufficio del Gip del Tribunale di Trento, su richiesta della procura della Repubblica locale.
I reati contestati sono attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 cp), tentata estorsione aggravata (art. 629 cp) e fabbricazione e cessione di documenti falsi (art. 497 cp). È stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Terni allo spagnolo Juan Antonio Sorroche, gravitante nel movimento anarchico trentino, per l’attentato commesso a Trento il 28 gennaio 2014 ai danni del Tribunale di sorveglianza.
All’anarchico spagnolo viene collegato anche l’attentato alla sede della Lega al K3 di Fontane di Villorba, scoperto il 16 agosto del 2018. Un episodio che, quasi per miracolo, non provocò vittime: i poliziotti intervenuti alla sede provinciale del Carroccio si accorsero di un filo posizionato su una scala esterna all’edificio che avrebbe potuto innescare l’ordigno.
Un’altra persona, ritenuta leader della compagine anarchica roveretana, è finita agli arresti domiciliari per tentata estorsione aggravata (art. 629 cp) con finalità di terrorismo (art. 270 sexies cp) per il tentativo di incursione nella sede di Rovereto dell’emittente Radio80 del 15 aprile 2020.
Obbligo di dimora invece nei confronti del militante anarchico imputato dei reati di procurata inosservanza di pena (art. 390 cp), fabbricazione e cessione di documenti falsi (art. 497 cp), per favorire la latitanza dello spagnolo.
La Digos di Trento, su mandato della Procura e in collaborazione con il Dipartimento di prevenzione del ministero e la Polizia scientifica, ha eseguito tre ordinanze nei confronti di altrettanti anarchici. Nel primo caso è stata notificata in carcere un’ulteriore misura cautelare nei confronti di Juan Antonio Sorroche, spagnolo di 45 anni, ritenuto responsabile dell’attentato con finalità terroristiche al Tribunale di sorveglianza di Trento nel gennaio 2014. La seconda misura cautelare impone gli arresti domiciliari a un 50enne roveretano noto esponente del mondo anarchico trentino a cui viene contestata l’estorsione per il tentativo di incursione in diretta radiofonica nella sede dell’emittente Radio80 a Rovereto il 15 aprile 2020 per poter leggere un comunicato sulla condizione carceraria. La terza misura, un obbligo di dimora, riguarda una donna che avrebbe favorito la latitanza di Sorroche, fornendo anche documenti falsi e appoggio logistico.
L’evoluzione delle tecniche di investigazione è stata fondamentale per le indagini, ha spiegato in conferenza stampa a Trento Antonio Petrillo, della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, che ha illustrato le operazioni con il questore di Trento, Alberto Francini, e il commissario capo della Digos, Michele D’Ambola.
La collaborazione scientifica è stata utile in tutta la fase d’indagine e, in particolare, per riuscire a individuare Juan Antonio Sorroche, lo spagnolo ritenuto l’autore dell’attentato al Tribunale di sorveglianza di Trento del 2014.
Poco dopo le 5 di quel 28 gennaio, una bombola da campeggio venne fatta esplodere in una pentola a pressione. Andarono in frantumi i vetri di una finestra del tribunale di sorveglianza, di un ufficio provinciale e vennero divelte le lastre del controsoffitto in lamiera. Accanto all’ordigno era stata rinvenuta una bombola di gas da 15 chili che, fortunatamente, non era esplosa.
Sorroche venne arrestato 5 anni dopo, nel 2019, dopo un, periodo di latitanza che sarebbe stato favorito anche da una donna residente in Trentino, che avrebbe procurato documenti falsi e dato appoggio logistico, che è stata raggiunta da un obbligo di dimora.