Buona Pasqua 2022
Lella Battiato Majorana Direttore Thevoicekw
Christianus tamen novit se condiciones adhuc graviores oppetere posse, quoniam suae fundamentum spei et in mysterio Crucis et Resurectionis
Domini positum
(Ma il cristiano sa di poter fronteggiare anche le situazioni più difficili, perché il fondamento della sua speranza sta nel mistero della Croce e della Resurrezione del Signore)

Michelangelo Buonarroti – Cappella Sistina, la Resurrezione dei corpi (1520 – 25)
Buona Pasqua a tutti,
dalla testata giornalistica “The Voice KW” dall’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, ai docenti, genitori, studenti, segreteria amministrativa, personale ATA
Auguro insieme al Dirigente Scolastico Dott.ssa Daniela Di Piazza, il condirettore Carlo Majorana Gravina, la redazione Prof. Minuto Emanuele, Claudia Scuto, Graziella Guerrera, Clara Magnano e Maria Nicoloso con tutti coloro che collaborano.
Cari lettori, ecco alcuni punti di riflessione su q uesto momento difficile e doloroso che attraversiamo: la guerra in Ucraina. Papa Francesco sottolinea “la pace ottenuta con forza è solo intervallo tra due guerre”.
Aggiunge ancora “quello che sta succedendo in questi giorni è un oltraggio blasfemo a Dio, Signore della Pasqua, un preferire al suo volto mite quello del falso dio di questo mondo.
Sempre la guerra è un’azione umana per portare all’idolatria del potere ”.
Continua “La Pace che Gesù ci dà a Pasqua non è la pace che segue le strategie del mondo, il quale crede di ottenerla attraverso la forza, con le conquiste e le varie forme di imposizione”.
“La pace di Pasqua”, papa Francesco ha ricordato come sia “sempre attuale un grande racconto di Dostoevskij, la cosiddetta Leggenda del Grande Inquisitore“. Si narra di Gesù “che, dopo vari secoli, torna sulla Terra, è una leggenda – ha proseguito -. Subito è accolto dalla folla festante, che lo riconosce e lo acclama. Ma poi viene arrestato dall’Inquisitore, che rappresenta la logica mondana.
LA GUERRA E LA PACE
La guerra esiste fin dalla creazione delle prime cività, soprattutto per esigenze di difesa o espansione territoriale con i popoli vicini. Tuttavia, per le sue drammatiche conseguenze viene spesso ritenuta una creazione irragionevole e egoista dell’uomo, usata per risolvere i conflitti in maniera violenta al posto della diplomazia.
Le guerre recenti, ad esempio, non sono servite a nulla, se non ad aumentare risentimento e violenza. In molti hanno cercato di opporsi alla guerra tramite la via della pace, del dialogo e del ragionamento: si tratta di figure di rilevanza mondiale come Martin Luther King, che cercò di opporsi alla discriminazione razziale tramite i suoi discorsi che predicavano l’ amore e l’intesa.
Ma è anche il caso di Gandhi, che con la non violenza ha lanciato una sfida al mondo dimostrando che si può vincere anche la più dura battaglia senza ricorrere alle armi. Oppure quello di Madre Teresa di Calcutta, che, tramite i suoi gesti, trasmetteva messaggi di amore e cura verso gli ultimi.
Importanti letterati come Giuseppe Ungaretti sono stati poi testimoni della brutalità della guerra, che può essere combattuta solo con la forza dell’amore e con l’unione tra le differenti popolazioni.
Tutte queste prese di posizione non sono purtroppo state sufficienti, nonostante si sia registrato qualche progresso.
Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto per il fatto che grandi organizzazioni internazionali come l’ONU non hanno purtroppo grande forza di intervento nella risoluzione dei conflitti. Gli interessi economici in ballo, poi, non lasciano presagire una fine rapida di questa situazione.
Un altro ostacolo molto difficile da sovrastare è la mancanza di concretezza degli strumenti della pace. L’opposizione dovrebbe essere in grado di competere con le scelte determinate dai capi di stato e dai loro sostenitori, e soprattutto placare l’odio.
La guerra si è poi sviluppata di pari passo con la tecnologia e la scienza. Il potenziale distruttivo è stato ad esempio incrementato dopo la costruzione della bomba atomica.
L’unico modo per opporsi alla guerra è l’utilizzo massiccio di strategie diplomatiche, per cercare di prevenire lo scoppio dei conflitti. In fondo, se solo ci si basasse sulla ragione, si vedrebbe che i costi in termini di vite umane e sviluppo dei popoli sono talmente alti da annullare qualsiasi altro interesse economico.
Lella Battiato Majorana
Direttore thevoicekw